Breve
storia della Fitomedicina
Si può sicuramente affermare che la fitomedicina sia nata con l’uomo,
infatti già l’uomo preistorico aveva imparato a distinguere, in
maniera empirica e casuale, erbe, radici, foglie, frutti e semi
commestibili da quelli velenosi, sia per cibarsi che per ottenere
benefici a livello di salute che per scopo difensivo.
Le popolazioni antiche oltre ad utilizzare le piante o parti di esse,
iniziarono anche ad ottenere estratti dalle piante; per esempio gli
egiziani sapevano ottenere oli essenziali dalle piante a scopo aromatico
e rituale per la mummificazione dei cadaveri. I greci ed i romani
conoscevano già le proprietà della digitale così come di altre piante
meno “salutari” tipo la cicuta. I cinesi quasi 5000 anni fa sapevano
quali virtù terapeutiche possedesse il ginseng. Già Ippocrate nel 400
a.c. aveva individuato le proprietà antidolorifiche dell’estratto
della corteccia del salice.
Nel medioevo la fitomedicina venne “rinchiusa” nei conventi e nei
monasteri dove abili monaci detenevano la conoscenza di decotti e
preparati curativi, ottenuti da piante medicinali. Una svolta importante
nella storia della fitomedicina si ebbe intorno al XVII secolo quando
iniziarono a svilupparsi conoscenze di chimica su basi scientifiche, che
permisero di ottenere estratti dalle droghe vegetali più purificati e
quindi con maggior efficacia terapeutica e minor effetti collaterali.
Con il crescere delle conoscenze si arrivò alla fine dell’800, mentre
agli inizi del ‘900 si ebbe una svolta importantissima per la
fitomedicina con l’avvento della farmacognosia (branca specializzata
della botanica e della farmacologia sperimentale) che attraverso una
moderna e sistematica ricerca di laboratorio è riuscita a scoprire la
complessità dei composti di origine vegetale, cercando
contemporaneamente di capire la correlazione tra struttura chimica e
attività farmacologica di questi composti.
Si iniziarono a isolare i
principi attivi delle piante dal resto dei fitocomplessi con tecniche
sempre più perfezionate e precise, fino ad arrivare ai giorni nostri
dove le fitomedicine sono sostanze titolate e standardizzate con effetti
scientificamente evidenti e riproducibili.
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